Cresce in italia la produzione di rifiuti speciali

 

Giunto alla ventiduesima edizione, il Rapporto dell’Ispra sui Rifiuti Speciali fornisce un quadro di informazioni oggettivo, puntuale e aggiornato sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi.

Il Rapporto, predisposto dal Centro Nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare in collaborazione con le Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, esamina oltre 60 indicatori elaborati a livello nazionale, di macroarea geografica e regionale, nonché per attività economica e per tipologia di rifiuti.

 

Aumenta la produzione dei rifiuti speciali

Dopo il fermo delle attività economiche dovuto alla crisi pandemica, nel 2021 si registra una crescita

significativa nella produzione dei rifiuti speciali, che raggiunge 165 milioni di tonnellate. L’aumento del

12,2% corrisponde a circa 18 milioni di tonnellate. La ripresa nei settori industriale, artigianale e dei servizi segna un aumento dei rifiuti generati dalle attività produttive.

 

Quali sono i rifiuti maggiormente prodotti

Quasi la metà (47,7%) proviene dalle attività di costruzione e demolizione (78,7 milioni di tonnellate),

settore che si conferma come il principale nella produzione totale di rifiuti speciali. Per questa tipologia di rifiuti risulta significativa la percentuale di riciclo (80,1%) superando ampiamente l’obiettivo del 70% fissato dalla normativa al 2020. Il recupero riguarda prevalentemente la produzione di rilevati e sottofondi stradali.

 

Gli impianti sul territorio

I rifiuti speciali vengono gestiti da oltre 10 mila impianti presenti in Italia, di cui 5.928 sono al Nord, 1.899 al Centro e 2.936 al Sud.

 

Le regioni che producono più rifiuti speciali

Le regioni che producono più rifiuti speciali sono Lombardia (37,4 milioni di tonnellate), Veneto (18 milioni) ed Emilia-Romagna (14,6 milioni). Al Centro la maggiore produzione è nel Lazio (10,2) e al Sud in Puglia (11,4).

 

Il recupero

Si recupera materia dal 72,1% degli speciali e solo il 5,7% del totale gestito prevede lo smaltimento in discarica (10,2 milioni di tonnellate). Analogamente a quanto già rilevato per gli anni precedenti, anche nel 2021 il recupero di sostanze inorganiche si conferma l’operazione più diffusa interessando circa 74 milioni di tonnellate, il 48,9% del totale recuperato. Rispetto al 2020, tali quantitativi aumentano di circa 10 milioni di tonnellate (+15,7%). Questa operazione interessa perlopiù i rifiuti provenienti da attività di costruzione e demolizione (64,7 milioni di tonnellate). L’operazione di recupero di metalli e dei composti metallici rappresenta il 16,2% del totale recuperato, facendo registrare, rispetto al 2020, un aumento di circa 3,1 milioni di tonnellate (+14,7%).

 

Lo smaltimento

L’analisi dei dati riferiti allo smaltimento, il cui quantitativo complessivo è pari, nel 2021, a 30,2

milioni di tonnellate (17% del totale gestito), mostra che lo smaltimento in discarica e il trattamento

chimico-fisico rimangono le forme di gestione più utilizzate, rappresentando, rispettivamente, il 33,7% e il 31,2% del totale smaltito.

 

Fonte: https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-rifiuti-speciali-edizione-2023

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