Nasce CIRO, il database per guidare l’Italia verso la neutralità climatica
 
“Non è possibile guidare un territorio sulla strada della transizione energetica senza avere un quadro chiaro e aggiornato dei principali indicatori in gioco”.
 
Sono le parole di Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate, il centro studi che, di concerto con ISPRA, ha sviluppato CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), un database completo a disposizione delle Regioni per orientare i propri passi verso la neutralità climatica.

Monitoraggio e raccolta dati

CIRO è uno strumento di facile consultazione che riassume l’impatto ambientale di ogni Regione d’Italia attraverso otto aree tematiche: emissioni, energia, rinnovabili, edifici, industria, trasporti, agricoltura e vulnerabilità. Queste sono definite grazie all’uso di 26 indicatori e restituiscono i dati sulle emissioni di gas serra, espressi in tonnellate di CO2 equivalente per abitante, oppure in tonnellate di petrolio equivalente per le aree tematiche energetiche. Molto interessante la tematica vulnerabilità, che monitora l’incidenza di eventi meteoclimatici estremi.

Utile per tutti

Non soltanto uno strumento importante per orientare le scelte politiche e la pianificazione degli interventi necessari, ma anche un portale informativo fruibile dal singolo cittadino. CIRO, infatti, è capace di parlare a diversi destinatari, siano essi addetti ai lavori o meno. Così, da un lato, si stimola, tramite classifiche e confronti, una competizione sana tra le Regioni ad impegnarsi di più sulla neutralità climatica e, dall’altro, si fornisce al cittadino uno strumento per accrescere la propria consapevolezza sociale, ambientale e politica.

La necessità di dare un impulso

“Per poter avere la possibilità di contenere l’aumento delle temperature tra 1,5 e 2°C, evitando una precipitazione catastrofica della crisi climatica, occorre accelerare l’impegno per la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030 [...]. L’Europa che, con le misure in atto, non sarebbe in traiettoria con questo target, sta promuovendo un pacchetto impegnativo di misure (Fit for 55%) per mettersi al passo. Anche l’Italia è in ritardo: nei settori non ETS (trasporti, edifici, agricoltura, rifiuti, piccole imprese) dal 2015 al 2022 ha ridotto le emissioni solo del 4%: di questo passo arriverebbe al proprio target europeo del 43,7% non al 2030, ma al 2050, con 20 anni di ritardo. Per accelerare l’impegno per il clima in Italia è indispensabile coinvolgere, di più e meglio, anche le Regioni” ha spiegato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.


Fonte: https://italyforclimate.org/ciro-tutti-i-dati-su-clima-emissioni-ed-energia-regione-per-regione/

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