Riccoboni protagonista al seminario “Incendi in impianti di trattamento rifiuti. Legalità e pianificazione per la prevenzione” - Riccoboni Holding

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Riccoboni protagonista al seminario “Incendi in impianti di trattamento rifiuti. Legalità e pianificazione per la prevenzione”

 
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Negli ultimi 3 anni in Piemonte si sono verificati 30 incendi in impianti di trattamento di rifiuti su un totale nazionale di 270 concentrati per il 47,5% al nord. Sono i dati emersi dal seminario "Incendi in impianti di trattamento rifiuti. Legalità e pianificazione per la prevenzione" organizzato da Regione Piemonte e Arpa Piemonte in collaborazione con l'Ordine degli ingegneri della provincia di Torino che si è svolto la settimana scorsa a Torino. Tra i relatori del convegno, nella sessione pomeridiana, anche Angelo Riccoboni, che ha portato la testimonianza e la voce del Gruppo Riccoboni tra le case history delle aziende attive sul territorio piemontese, con un focus sullo stabilimento Grassano di Predosa.

L’importanza e l’attualità del fenomeno degli incendi presso gli impianti di trattamento di rifiuti risulta evidenziata sia dall’interesse mostrato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati che dalla recente Circolare del Ministero dell’Ambiente del 15/03/2018 sulle “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”. Alberto Valmaggia, Assessore all'Ambiente Regione Piemonte e Roberto Ronco, Direttore della Direzione Ambiente Regione Piemonte hanno sottolineato l’importanza della filiera dei rifiuti e dei loro percorsi e l’attenzione necessaria perché in questa filiera, soprattutto quando si parla di rifiuti industriali, sia garantita la legalità, al fine di evitare in ogni modo comportamenti e stoccaggi illeciti. Un risultato da raggiungere attraverso una pianificazione e la massima collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.

Parole che hanno trovato pieno riscontro nell’intervento di Angelo Riccoboni che ha sottolineato come in Italia l’esportazione dei rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi sia stata, solo nel 2016 di oltre 3 milioni di tonnellate. Una soluzione però che ha poco futuro, alla luce delle recenti normative UE che hanno ampliato il numero di rifiuti considerati pericolosi che ha come conseguenza una produzione industriale troppo elevata per poter essere assorbita dagli altri paesi UE. Se a questo si aggiungono i costi economici e le difficoltà burocratiche per il trasferimento degli stessi, ecco l’esportazione non può avere futuro. Un esempio concreto proposto da Angelo Riccoboni sono i rifiuti gestiti da Grassano: a fronte di 93.735 tonnellate di rifiuti gestiti nel 2017, per il 28% si è dovuto ricorrere all’esportazione con i tempi che inevitabilmente si allungano e i costi che lievitano in modo consistente. Una pratica a cui l’azienda è dovuta ricorrere ancora più massicciamente nei primi mesi del 2018: al 31 maggio infatti i rifiuti destinati all’esportazione sono stati oltre il 36%.

Quale può essere quindi la soluzione? Una pianificazione della gestione dei rifiuti industriali improntata all’autosufficienza e al principio di prossimità può essere una soluzione, anche per avere un maggiore controllo della filiera. Si tratta però di un percorso che deve essere affrontato creando «cultura» e condivisione con la cittadinanza intorno alla gestione dei rifiuti, una maggiore collaborazione tra PA e Aziende intenzionate ad investire e una necessaria semplificazione dell’iter autorizzativo per la realizzazione degli impianti. Solo con la prossimità si potrà dare vita ad una filiera virtuosa, controllata e che può creare posti di lavoro sul territorio.

 

 

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Angelo Riccoboni